In questi tre anni ho cercato di dare il massimo delle mie capacità , conformemente al mio modo di concepire il mestiere di sindaco, che consiste non tanto nel realizzare opere per dimostrare di essere attivi, quanto di seguire in modo quasi pignolo le esigenze del paese e dei cittadini quando hanno chiesto il mio aiuto. Non sono propensa a distribuire incarichi e consulenze (sempre così “utili†per guadagnare consensi) per vari motivi, soprattutto etici. Il mio tentativo di contrastare le oligarchie, a costo di dover rivedere la composizione della maggioranza, in modo democratico e senza cercare appoggi esterni alla giunta, ma individuando risorse solo all’interno dei gruppi consiliari, è stato banalizzato con epiteti rozzi da chi desiderava solo la caduta di questa amministrazione.
Mi sono dedicata soprattutto al settore sociale (realizzando in primis l’asilo nido, atteso da molti anni, e la sede di ritrovo per gli anziani). Ho curato con grande attenzione i rapporti con le associazioni tradizionali: da qualcuno sono stata capita, da altri osteggiata con prevenzione evidente, nata già durante la campagna elettorale.
In totale onesta’ e buona fede, senza mai guardare a possibili interessi personali, ho cercato di modificare alcune situazioni ormai incancrenite e poco produttive (come quelle relative al settore turistico). Ho tentato di concentrarmi sulle opportunità di crescita culturale del territorio, cercando collaborazione con i comuni vicini. Ho provato a proporre di guardare fuori dai nostri confini, per acquisire risorse e consensi.
Sfido chiunque a ritrovare, in uno degli atti da me compiuto, la ricerca di un beneficio personale.
Diffidenza, ostilità , pettegolezzi, cattiverie, diffamazione gratuita: questo è il mio raccolto.