Beh, può darsi che sia così dappertutto, come dice Sily, forse da noi (a Bormio intendo) c'e' un notevole benessere economico che può generare anche un po' di disimpegno. Certamente la speculazione immobiliare, con la grande valorizzazione di terreni ed immobili che hanno cambiato destinazione d'uso, lievitando di valore, hanno distribuito tanti soldi.
Gli orti venduti ai costruttori, i prati del nonno, non più coltivati, su cui si è realizzato un condominio, il turismo con i suoi chiari e scuri, hanno portato grande benessere. Adesso la "pacchia" è finita.
E' ora di accorgersi che il territorio pregiato è stato consumato e che le strutture, realizzate per i grandi numeri dei momenti d'oro del turismo, sono molto costose da gestire.
Forse è ora di smettere di bofonchiare al bar e di occuparsi invece un po' di politica locale. Ma quella vera, cioè quella che si occupa di sociale, di servizi per i cittadini, di ambiente, di cultura, insomma di tutte quelle cose che non portano grandi appalti, grandi consulenze, grandi quattrini da distribuire ad amici e amichetti, ma fanno crescere il senso civico e la consapevolezza di cittadini che a volte sono a volte un po' distratti e vanno stimolati a guardare al di là del proprio interesse quotidiano.
Il volontariato, l'associazionismo sono preziosi, ma sono basati sulla buona volontà dei singoli. E quando questa viene meno? E quando mancano i rincalzi dei giovani, distratti da piaceri edonistici? E quando vengono inquinati da chi vuole solo visibilità personale?
Per questo sottolineo l'importanza della politica, anche quella locale, così bistrattata. Se l'amministrazione del proprio comune appassiona, ben venga, ci si impegni a proporre strategie un po' lungimiranti.