Autore Topic: La comunità dell' Alta valle  (Letto 759 volte)

Offline Elisabetta

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La comunità dell' Alta valle
« il: Agosto 29, 2009, 03:26:37 pm »
Ampliare (e di molto) l’orizzonte della Comunità Montana, ma soprattutto volare più alti

Un ente ormai in via di estinzione. Per ridurre i costi della politica, ci dicono, anche se i veri sprechi non sono rappresentati dai  rimborsi per gli amministratori periferici, ma dai carrozzoni costruiti intorno agli enti pubblici. E quelli sono intangibili.
Comunque. Prendiamo  spunto da un disegno preciso che porterà alla scomparsa delle comunità montane. Cogliamo ciò che di buono presentano, prima che si butti l’acqua sporca con il bambino.
Abbiamo bisogno di unirci. Lasciamo pure che sopravvivano i campanili e i municipi: i nostri sono sentimenti di identità (o di rivalsa) difficili a morire. Lasciamo ai sindaci il compito di rappresentare le proprie comunità, ma  in seno ad un organismo che unisca i comuni. Si chiami comunità montana, unione di comuni o un altro ente, ma aggreghiamo al più presto   forze affini per geografia o vocazione per dare  servizi consistenti ai cittadini e alle imprese.
Tre sono i temi dominanti sui quali dovremmo sentirci vicini in Alta Valle: la sanità e l’ospedale di Sondalo, il turismo e il territorio. Non possiamo più stare isolati ed andare ognuno per conto proprio. Numericamente contiamo poco, ma il nostro peso specifico è imponente: se ci uniamo, possiamo farlo sentire.
La approvazione del  nuovo piano urbanistico, cui i nostri comuni sono chiamati a breve, potrebbe essere un’importante occasione di ricerca di armonia ed invitarci ad una  concertazione  per amore di un territorio, che non deve essere percepito in modo parcellizzato. Uno scempio perpetrato appena al di là dei confini amministrativi, non è del solo comune dove viene compiuto, ma danneggia irrimediabilmente tutti.
Abbiamo diritto ad avere servizi ospedalieri all’altezza della nostra civiltà, raggiungibili in tempi compatibili con la sopravvivenza.
La nostra valenza  di area alpina a statuto ordinario, ma leader nella vocazione turistica lombarda, deve contare nelle scelte strategiche. I comuni da soli non ce la fanno più a fronteggiare la concorrenza degli statuti speciali; inoltre non abbiamo strade, abbiamo un collegamento ferroviario da terzo mondo, siamo alla ribalta della stampa solo quando avviene una tragedia, subiamo colonizzazioni e  vincoli stabiliti da altri (utilizzo delle risorse idriche e naturali).

E  l’alta valtellina non conta nulla. Non incide nelle scelte. Forse anche perché non si è mai proposta di volare alto e di porsi obbiettivi ambiziosi e orgogliosi. Ci siamo fatti tacitare da  risorse centellinate (il cui utilizzo è stato deciso  altrove) in occasione di grandi eventi festosi o tragici oppure di elargizioni concesse quando ci siamo lamentati un po’ più a voce alta.
Mettiamo in luce la nostra identità, valorizziamo le nostre diversità nell' unicità e torneremo finalmente ad essere  forti.


« Ultima modifica: Settembre 02, 2009, 04:58:11 pm da Elisabetta »
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