Autore Topic: I costi della politica e quelli della democrazia  (Letto 5719 volte)

Offline Elisabetta

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I costi della politica e quelli della democrazia
« il: Luglio 24, 2008, 08:32:04 pm »
Oggi ho finalmente  capito che i governi di sinistra e l'ultimo in modo particolare, hanno definitivamente escluso il potere degli elettori nel determinare le amminstrazioni locali. Mi spiego.
Dietro al demagogico grido"Tagliamo i costi della politica" si nasconde in realtà: "Tagliamo i costi della democrazia !"
Dopo aver consegnato i comuni in mano ai funzionari con la legge Bassanini, si  è provveduto a istituire le cosiddette "responsabilità di servizio" , retribuite con indennità ad personam, che molto incidono sui bilanci comunali.
Il responsabile di servizio è colui che, pur non essendo eletto dal popolo ed essendo di fatto inamovibile anche quando cambia la compagine amministrativa, firma tutte le determinazioni che danno luogo alle azioni di governo. La "velocità" dell'azione dipende da lui, dalla sua serietà e professionalità (oltre che dalle migliaia di leggi esistenti).
Il taglio dei costi della politica riguarda esclusivamente le già misere prebende destinate a chi ha ottenuto i consensi dalle urne (vedere sul sito www.comune.bormio.so.it le indennità LORDE della giunta comunale che verranno decurate di un ulteriore 30% in base allaprossima finanziaria). E può andar bene (anche se ovviamente non è con poche decine di euro a testa che si risolvono i problemi).
Ma l'ultima novità della finanziaria di Prodi prevede che l'assicurazione degli amministratori comunali deve essere dagli stessi pagata. Ora, se un assessore (di un comune sotto i 5000 abitanti) riceve netti poco più di 200 euro al mese e ne deve pagare oltre 500 all'anno di sola assicurazione per cautelarsi ed evitare di dissanguare il bilancio famigliare a fronte di un errore che può sempre capitare, mi dite chi vorrà immolarsi alla causa? 
Si tornerà alla scelta dei politici sulla base del censo?
O solo chi è in pensione potrà permettersi di proporsi per amministrare un comune?
O solo chi ritiene di potersi personalmente avvantaggiare con un ruolo pubblico? Ma qui entriamo nell'illecito..

Ovviamente la sinistra, che ha creato un immenso apparato burocratico, non ha voluto  iniziare i tagli da lì....perchè è proprio lì che vi sono i veri  costi: rendere necessarie mille pratiche, anche per fesserie x giustificare un enorme apparato di dipendenti pubblici, utile bacino di voti.
E allora tagliamo, demagogicamente tagliamo! Ma così tagliamo sulla democrazia, cioè su chi è eletto dal popolo. Restringiamo sempre di più il novero tra i quali scegliere: chi potrà permettersi di astenersi o rallentare la propria attività di lavoro per dedicarsi ad un compito civico?
« Ultima modifica: Luglio 24, 2008, 09:16:50 pm da Elisabetta »
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wudnik

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Re: I costi della politica e quelli della democrazia
« Risposta #1 il: Luglio 25, 2008, 03:31:14 pm »
ma .....a proposito di chi si potrà proporre per amministrare un paese inferiore ai 5000 abitanti!! mi sembra che è da tempo che i sindaci dell'altavalle e non solo siano persone che provengono dal pubblico (fa eccezzione Livigno....) e questo credo non sia imputabile a Prodi!!! e i vari assessori essendo scelti dal sindaco ne sono la conseguenza.......e poi sempre in tema di costi vi sono mille altri inutili enti come le provincie e le comunità montane Bim ecc. che servono solo a sperperare denaro pubblico e a dare cariche ai vari amici (del sindaco si intende...) Non crede che in una realtà piccola come la nostra non sia il caso di accorpare più comuni ed eliminare la comunità montana? (escluderei Sondalo per motivi geografici e culturali piu simile a Grosio e Livigno per ovvi motivi) ci sarebbero dei vantaggi sicuri per tutta la comunità (traanne forse per chi vuole una poltrona a tutti i costi...) e si alzerebbe il livello degli amministratori, inutile nasconderci ma nelle varie liste che si presentano alle elezioni vi sono, quando va bene, 2-3 elementi validi ed il resto della compagine è sempre composto da persone scelte per riempire in modo spesso folkloristico gli spazi sulla scheda. se non ricordo male anche il suo primo vicesindaco non era proprio lespressione della volonta popolare (credo non abbia raccolto nemmeno i voti della propria famiglia....). Io credo che ci voglia un cambiamento radicale nel modo di concepire la pubblica amministrazione, sono piu che favorevole ad un sistema federale tanto caro alla lega, ma se ripetiamo nel piccolo gli errori dello stato centrale con un infinità di enti inutili che si sovrappongono nelle funzioni addio prodotti!! ma questo è un'altro discorso......

Offline Elisabetta

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Re: I costi della politica e quelli della democrazia
« Risposta #2 il: Luglio 26, 2008, 09:57:13 am »
Hai ragione per quanto riguarda la qualità degli amministratori locali (non arriverei a chiamarli POLITICI) che comunque sono ciò che una  società è in grado di esprimere, sia in termini culturali, sia morali.
Soprattutto concordo con te sull'esigenza di unire le forze, e andare verso una  gestione comune di servizi per i quali il "campanile" non dovrebbe avere importanza (es. turismo, agricoltura, commercio, ecc).
Quello su cui però cercavo di attirare l'attenzione è il fatto che i veri costi risiedono nell'abnorme apparato burocratico, che è il  vero ostacolo all'accorpamento delle risorse umane ed economiche  per una difesa della "scrivania" per nulla strategica e lungimirante.
Mi darai atto, credo, che l'elefantiasi di un apparato burocratico inamovibile ed autoreferenziale sia un parto dei governi di sinistra...
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wudnik

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Re: I costi della politica e quelli della democrazia
« Risposta #3 il: Luglio 26, 2008, 12:40:19 pm »
Concordo con Lei sul fatto che la sinistra in generale è sempre stata molto sensibile alla burocrazia e alle gerarchie di potere.......ma in Italia i danni maggiori li hanno fatti i governi Dc e filovaticani che hanno governato ben piu a lungo!!
spero che riesca ad abbattere qualche inutile "campanilismo"  ma ne dubito fortemente, non per mancanza di fiducia nelle sue capacità (che non sono in grado di giudicare) ma perchè conosco bene le varie realtà dell'alta valle.....come Lei elegantemente ha detto gli amministratori locali rispecchiano la società in cui vivono, io penso che non sia una bella società!! vedo sempre più frequentemente scappare dal territorio chi ha delle capacità in quanto la valle non offre nulla, non vi sono spazi di crescita in nessun campo, la speculazione edilizia è stata ed è l'unico obiettivo di troppi.......il turismo poi è in mano ai figli delle AMLIRE preoccupati piu di non far lavorare gli altri piuttosto che crescere loro.......il ragionamento base è sempre: non importa se guadagno poco l'importante è che il mio vicino guadagni meno.......

Offline Elisabetta

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Re: I costi della politica e quelli della democrazia
« Risposta #4 il: Luglio 27, 2008, 08:22:40 am »
il turismo poi è in mano ai figli delle AMLIRE preoccupati piu di non far lavorare gli altri piuttosto che crescere loro.......


ciao! che cos'è AMLIRE?
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Offline millebolleblu

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Re: I costi della politica e quelli della democrazia
« Risposta #5 il: Agosto 06, 2008, 03:41:35 pm »
Concordo pienamente con wudnik.
L'Alta Valle non ha un obiettivo comune da raggiungere. Magari ci sono delle buone iniziative e tanta volontà. Ma è come trovarsi su una barchetta, uno rema a sinistra, due a destra, molti non remano affatto, e la barchetta rimane sempre ferma, speriamo non affondi. Non c'è professionalità, i giovani non hanno nulla da imparare e non possono crescere professionalmente. Il turismo, nostra unica risorsa, sta andando a picco. Ci salva ancora la stagione invernale. Non esiste INNOVAZIONE, non esiste un'idea comune di patrimonio da salvaguardare e tutelare. Abbiamo la grande fortuna di essere nati in un territorio talmente bello che attira da solo il turismo di montagna. A noi basta organizzare solo qualche escursione e qualche polentata (che barba). Siamo gelosi e invidiosi degli altri ma non siamo gelosi del nostro territorio, svendendolo e non preoccupandoci delle conseguenze future. Siamo una sorta di depandance di Milano. La colpa non è solo delle amministrazioni ma soprattutto dei cittadini. La mentalità comune è ancora quella che vede il turista come un fastidio, non lavoriamo per migliorare i servizi al turismo, per dare nuove attrattive e per stare al passo con i tempi. Magari è proprio una bella crisi che ci costringerà ad una svolta. Una volta (scusate la volgarità) che saremo tutti con il culo per terra, ci daremo una mano per rialzarci.  :D

Offline Elisabetta

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Re: I costi della politica e quelli della democrazia
« Risposta #6 il: Agosto 06, 2008, 07:43:43 pm »
Forse hai  ragione, ma stagione estiva moscia a parte (anche se  tutti piangono, anche al mare!) mi sembra che qualcosa si muova...
Non mi pare che qui l'offerta si limiti a qualche  polentata: qualcuno ritiene addirttura che vi siano troppe occasioni di intrattenimento e appuntamenti culturali (praticamente uno tutte le sere, tra conferenze tematiche ,concerti, presentazioni di libri, mostre..) x non parlare poi dell'offerta sportiva.
Quanto alla fruizione del territorio,vi sono ogni giorno visite con le guide nel parco, chi ha voglia (o riesce) a fare escursioni ha molte opportunità.
Inoltre da quest'anno esiste un ufficio turistico molto efficiente, aperto ad orario continuato proprio per accogliere ed informare i turisti, gestito insieme con Valdisotto e la sinergia si sente! Speriamo che anche Valdidentro e Valfurva si uniscano e capiscano il valore aggiunto di un "punto centrale" dedicato all'ospitalità
Ho parlato (in incognito) con alcuni turisti che lodavano l'offerta di Bormio, paragonandola addirittura con quello che noi vediamo sempre come un esempio, cioè l'alto adige, dove dicono che alla sera non organizzano nulla x "stanare" da casa o dagli alberghi  gli ospiti.
Può darsi che il momento economico critico spinga anche gli operatori privati ad unirsi maggiormente ed a inventarsi qualcosa di nuovo...
E comunque cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno e lavorare continuamente per migliorare, può servire. I dati sulle affluenze li vedremo a fine estate e soprattutto li confronteremo con  quelli delle altre località simili alla nostra. Poi ne riparliamo!
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Offline millebolleblu

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Re: I costi della politica e quelli della democrazia
« Risposta #7 il: Agosto 07, 2008, 08:45:05 am »
La mia osservazione non esigeva di risposte per giustificare l'operato. Ripeto, non ho detto che non esiste l'impegno, non critico gli sforzi. Critico i risultati. Conosco molto bene l'operato degli uffici turistici, e le sinergie che lei mi rifila. Frutto di volontà e non di eccessivo lavoro. Ribadisco che non sto criticando l'amministrazione, quindi non si senta in dovere di rispondere, sto solo facendo delle valutazioni.
 

Offline lorenzo

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Re: I costi della politica e quelli della democrazia
« Risposta #8 il: Agosto 09, 2008, 10:04:00 am »
La mia osservazione non esigeva di risposte per giustificare l'operato. Ripeto, non ho detto che non esiste l'impegno, non critico gli sforzi. Critico i risultati. Conosco molto bene l'operato degli uffici turistici, e le sinergie che lei mi rifila. Frutto di volontà e non di eccessivo lavoro. Ribadisco che non sto criticando l'amministrazione, quindi non si senta in dovere di rispondere, sto solo facendo delle valutazioni.
 

mi sembra che siamo usciti dall'argomento....che era quello che i Borboni hanno lasciato traccia e i burocrati comandano.
E' vero, e poi, dato che non devono essere eletti e non possono essere licenziati possono di fatto comandare a favore di chi gli pare e piace!

wudnik

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Re: I costi della politica e quelli della democrazia
« Risposta #9 il: Agosto 09, 2008, 03:59:35 pm »
il turismo poi è in mano ai figli delle AMLIRE preoccupati piu di non far lavorare gli altri piuttosto che crescere loro.......


ciao! che cos'è AMLIRE?
Alcuni suoi amici albergatori e non sono sicuramente piu informati di me......ma in poche parole sono i denari che gli alleati (loro...) hanno paracadutato per finanziare la resistenza, queste fortune sono finite in mano a pochi e ci sono stati atti quantomeno discutibili e anche morti sospette....poi qualcuno dal nulla ha creato fortune......


Offline millebolleblu

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Re: I costi della politica e quelli della democrazia
« Risposta #10 il: Agosto 09, 2008, 09:26:17 pm »
Fatto storici inconfutabili. Anche se i figli non devono portare le colpe dei genitori.
Dimostrazione del fatto che i soldi non si fanno con l'onestà e l'altruismo.

Offline compa

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Re: I costi della politica e quelli della democrazia
« Risposta #11 il: Agosto 11, 2008, 09:16:13 am »
 :o
Certo che i figli non devono scontare le colpe dei genitori ma solo se si rimboccano le maniche e fanno fruttare in modo lecito e vantaggioso ANCHE per la comunità i soldi  di povenienza dubbia. Lavorare solo per danneggiare gli altri è criminale.

daniela

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Re: I costi della politica e quelli della democrazia
« Risposta #12 il: Agosto 12, 2008, 11:11:36 am »
beh, volevo commentare il sondaggio: il mio vota conta poco ma volevo dire che chi viene eletto ha il diritto di fare ciò per cui è stato votato quindi deve poterlo fare anche se i funzionari magari non sono daccordo. Quindi più poteri agli eletti dal popolo, magari anche di licenziare...eeeehhh Brunetta, che ne dici?

Offline napo

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  • Forza Elisabetta !!
    • Oga - Il balcone su Bormio !!!
Re: I costi della politica e quelli della democrazia
« Risposta #13 il: Agosto 12, 2008, 11:55:00 am »
posso chiedere che cosa è lo spoil system ?

Concordo al 100% su quanto emerso in questa discussione !
Queste cose andrebbero portate avanti per iniziare una collaborazione attiva con chi la pensa così !

Ciao
Ciao da Oga
Napo

Offline Elisabetta

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Re: I costi della politica e quelli della democrazia
« Risposta #14 il: Agosto 12, 2008, 01:00:14 pm »
E' pressochè intraducibile (almeno in modo sintetico, come servirebbe x un sondaggio).
Praticamente è un sistema che prevede che chi viene eletto si porti con sè alcune persone di sua fiducia che REALIZZANO in pratica l'azione di governo o amministrativa. Nella realtà si potrebbe tradurre in questo: tutti i responsabili di servizio degli enti amminsitrativi (o i massimi dirigenti nel caso dei ministeri) sono assunti a tempo DETERMINATO per la sola durata del mandato.

In pratica è lo STAFF che esegue la linea politica dettata dai membri eletti.

A mio parere avrebbe parecchi vantaggi:
1.nessuno si sentirebbe inamovibile o assunto a vita
2.la durata del  servizio dipenderebbe dall'efficienza con cui si eseguono le indicazioni
3.per i cittadini sarebbe  finalmente  possibile giudicare l'azione politica dei propri rappresentanti eletti, perchè non potrebbe più accadere che "gli esecutori" (resi quasi autonomi dalla legge Bassanini) remino contro. Altrimenti vengono cacciati via.

E' umano: gli amministratori cambiano, i funzionari no. Fiducia, amicizia, consonanza e stima non si comprano.
Solo un elevatissimo e non comune grado di professionalità evita storture al sistema.
« Ultima modifica: Settembre 09, 2009, 08:50:28 pm da Elisabetta »
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