Autore Topic: Opportunità....  (Letto 2300 volte)

Offline Elisabetta

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Opportunità....
« il: Novembre 09, 2008, 02:23:00 pm »
Torno ora dall’incontro con la Famiglia Valtellinese a Basilea, dove mi sono recata in rappresentanza della Provincia. Valtellinesi a Basilea: 3° generazione.
Partiti come manovali, muratori, operai, godono di un benessere e una serenità che solo ad alcuni dei loro conterranei con la stessa professionalità è stato concesso. Perchè? Perchè loro non hanno dovuto mantenere un paese dove chi lavora deve sostentarne almeno altri 5 (non della propria famiglia, ovviamente, ma 5 nulla facenti senza volto).
Ciò che hanno quadagnato ha permesso loro con serenità di costruirsi la casa (e non su un terreno ricevuto gratis dalla famiglia), hanno fatto laureare i figli, godono di una eccellente assistenza sanitaria e si spostano  con rapidità, grazie a strade (molto vuote) e ferrovie eccellenti (molto piene).
Grandi lavoratori, pacifici, rispettati da tutti. Perchè non hanno potuto esprimersi con soddisfazione  a casa propria?
E altri giovani in gamba perderemo nel prossimo futuro,  se non si attuerà al più presto un federalismo vero, cioè fino a che non potremo esprimere le nostre reali potenzialità, con regole e normative che rispettino e premino chi fa il proprio dovere. Fino a che non potremo usare le nostre risorse per i collegamenti, per sostenere le aziende e i giovani imprenditori, per assicurarci  ospedali raggiungibili in tempi compatibili con sopravvivenza....
I pensionati tornano  in Valtellina per le vacanze. Portano con sè figli e nipoti per far loro conoscere i posti dove sono nati. Amano il loro paese d’origine, amano la loro casa paterna, amano il cimitero dove riposano i genitori e i nonni. Hanno nel cuore sapori, odori e colori.
Ma sono felicemente  e fieramente confederati.
« Ultima modifica: Novembre 09, 2008, 04:15:11 pm da Elisabetta »
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Offline Harlan

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Re: Opportunità....
« Risposta #1 il: Dicembre 02, 2008, 11:29:39 am »
dal sito www.corriere.it
Le mogli e i bambini degli immigrati? «Sono braccia morte che pesano sulle nostre spalle. Che minacciano nello spettro d'una congiuntura lo stesso benessere dei cittadini. Dobbiamo liberarci del fardello». Chi l'ha detto: qualche xenofobo nostrano contro marocchini o albanesi? No: quel razzista svizzero di James Schwarzenbach. Contro gli italiani che portavano di nascosto decine di migliaia di figlioletti in Svizzera. E non nell' 800 dei dagherrotipi: negli anni Settanta e Ottanta del '900.

Quando Berlusconi aveva già le tivù e Gianfranco Fini era già in pista per diventare il leader del Msi. Per questo è stupefacente la rivolta di un pezzo della destra contro la sentenza della Cassazione, firmata da Edoardo Fazzioli, che ha assolto l'immigrato macedone Ilco Ristoc, denunciato e processato perché non si era accontentato di portare in Italia con tutte le carte in regola (permesso di soggiorno, lavoro regolare, abitazione decorosa) solo la moglie e il bambino più piccolo ma anche la figlioletta Silvana, che aveva 12 anni. Cosa avrebbe dovuto fare: aspettare di avere un giorno o l'altro l'autorizzazione ulteriore e intanto lasciare la piccola in Macedonia? A dodici anni? Rischiando addirittura, al di là del trauma, il reato di abbandono di minore? Macché. Il leghista Paolo Grimoldi, indignato, si è chiesto «se la magistratura sia ancora un baluardo della legalità oppure il fortino dell'eversione».

E la forzista Isabella Bertolini ha bollato il verdetto come «un'altra mazzata alla legalità» e censurato la «legittimazione di un comportamento palesemente illegale». Lo «stato di necessità» previsto dalla legge e richiamato dalla suprema Corte, a loro avviso, non è in linea con le scelte del Parlamento. L'uno e l'altra, come quelli che fanno loro da sponda, non conoscono niente della grande emigrazione italiana. Niente. Non sanno che larga parte dei nostri emigrati, almeno quattro milioni di persone, è stata clandestina. Lo ricordano molte copertine della Domenica del Corriere, il capolavoro di Pietro Germi «Il cammino della speranza», decine di studi ricchi di dettagli (tra cui quello di Simonetta Tombaccini dell'Università di Nizza o quello di Sandro Rinauro sulla rivista «Altreitalie» della Fondazione Agnelli) o lo strepitoso reportage in cui Egisto Corradi raccontò sul Corriere d'Informazione del 1947 come aveva attraversato il Piccolo San Bernardo sui sentieri dei «passeur» e degli illegali. Non conoscono storie come quella di Paolo Iannillo, che fu costretto ad assumere sua moglie come domestica per portarla a vivere con lui a Zurigo. Ma ignorano in particolare, come dicevamo, che la Svizzera ospitò per decenni decine di migliaia di bambini italiani clandestini. Portati a Berna o Basilea dai loro genitori siciliani e veneti, calabresi e lombardi, a dispetto delle leggi elvetiche contro i ricongiungimenti familiari.

Leggi durissime che Schwarzenbach, il leader razzista che scatenò tre referendum contro i nostri emigrati, voleva ancora più infami: «Dobbiamo respingere dalla nostra comunità quegli immigrati che abbiamo chiamato per i lavori più umili e che nel giro di pochi anni, o di una generazione, dopo il primo smarrimento, si guardano attorno e migliorano la loro posizione sociale. Scalano i posti più comodi, studiano, s'ingegnano: mettono addirittura in crisi la tranquillità dell'operaio svizzero medio, che resta inchiodato al suo sgabello con davanti, magari in poltrona, l'ex guitto italiano». Marina Frigerio e Simone Burgherr, due studiosi elvetici, hanno scritto un libro in tedesco intitolato «Versteckte Kinder» (Bambini nascosti) per raccontare la storia di quei nostri figlioletti. Costretti a vivere come Anna Frank. Sepolti vivi, per anni, nei loro bugigattoli alle periferie delle città industriali. Coi genitori che, terrorizzati dalle denunce dei vicini, raccomandavano loro: non fare rumore, non ridere, non giocare, non piangere. Lucia, raccontano Burgherr e la Frigerio, fu chiusa a chiave nella stanza di un appartamento affittato in comune con altre famiglie, per una vita intera: «Uscì fuori per la prima volta quando aveva tredici anni». Un'altra, dopo essere caduta, restò per ore ad aspettare la mamma con due costole rotte. Senza un lamento. Trentamila erano, a metà degli anni Settanta, i bambini italiani clandestini in Svizzera: trentamila. Al punto che l'ambasciata e i consolati organizzavano attraverso le parrocchie e certe organizzazioni umanitarie addirittura delle scuole clandestine. E i nostri orfanotrofi di frontiera erano pieni di piccoli che, denunciati dalla delazione di qualche zelante vicino di casa, erano stati portati dai genitori appena al di qua dei nostri confini e affidati al buon cuore degli assistenti: «Tenete mio figlio, vi prego, non faccio in tempo a riportarlo a casa in Italia, è troppo lontana, perderei il lavoro: vi prego, tenetelo». Una foto del settimanale Tempo illustrato n. 7 del 1971 mostra dietro una grata alcuni figli di emigranti alla Casa del fanciullo di Domodossola: di 120 ospiti una novantina erano «orfani di frontiera». Bimbi clandestini espulsi. Figli nostri. Che oggi hanno l'età di Grimoldi e della Bertolini.

Dicono: la legge è legge. Giusto. Ma qui il principio dei due pesi e delle due misure nella Costituzione non c'è. E la realtà dice che almeno un milione di italiani vivono oggi in condizioni di sovraffollamento nelle sole case popolari senza essere, come è ovvio, colpiti da alcuna sanzione: non si ammanettano i poveri perché sono poveri. A un immigrato regolare e a posto con tutti i documenti che sogna di farsi raggiungere dalla moglie e dai figli esattamente come sognavano i nostri emigrati, la nuova legge chiede invece non solo di dimostrare un reddito di 5.142 euro più altri 2.571 per la moglie e ciascuno dei figli ma di avere a disposizione una casa di un certo tipo. E qui la faccenda varia da regione a regione. In Liguria ad esempio, denuncia l'avvocato Alessandra Ballerini, in prima linea sui diritti degli immigrati, occorre avere una stanza per ogni membro della famiglia con più di 14 anni più un vano supplementare libero (esempio: il salotto) più la cucina e più i servizi igienici. Il che significa che una famiglia composta da padre, madre e quattro figli adolescenti dovrebbe avere una casa con almeno sei stanze. Quanti italiani hanno la possibilità di vivere così? Quando vinse la Coppa dei Campioni, coi soldi dell'ingaggio e del premio per la coppa, Gianni Rivera comprò un appartamento a San Siro. Il papà e la mamma dormivano nella camera matrimoniale, il fratello nella cameretta e lui in un divano letto in salotto. Se invece che di Alessandria fosse stato di Belgrado, sarebbe stato fuorilegge. Ed era Gianni Rivera. Il campione più amato da un'Italia certo più povera. Ma anche più serena di adesso.

Offline danielina

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Re: Opportunità....
« Risposta #2 il: Dicembre 02, 2008, 12:11:25 pm »
Cavolo, che sbrodolata...

Offline repellente

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Re: Opportunità....
« Risposta #3 il: Dicembre 02, 2008, 03:20:44 pm »
In sostanza si dice che gli italiani andavano in Svizzera a lavorare e sapendo che i bambini li non potevano stare li tenevano nascosti altrimenti secondo la legge svizzera sarebbero stati perseguiti.
Mentre gli immigrati in I-taglia portano chi vogliono, fanno ciò che vogliono e la magistratura gli permette di agire fregandosene della legge. Questo è il riassunto

Non leggo che gli italiani in Svizzera gestivano il raket della prostituzione, erano dediti allo spaccio di droghe o mandavano i bambini a mendicare o a fare cose ben peggiori... il ritratto della maggior parte degli immigrati clandestini in I-taglia insomma....
« Ultima modifica: Dicembre 02, 2008, 03:30:28 pm da repellente »

Offline scasci

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Re: Opportunità....
« Risposta #4 il: Dicembre 03, 2008, 12:11:24 pm »
Beh dai, da Italiani non possiamo negare la nostra  abbastanza recente realtà storica di emigranti. Italiani che hanno raggiunto praticamente ogni angolo del mondo portando forza lavoro e sogni, ed Italiani che hanno contribuito a rendere grandi e migliori alcune nazioni specialmente del Sudamerica. Tra tutte queste cose però non possiamo dimenticare nemmeno di aver esportato la Mafia!! E tu Repellente dovresti saperlo bene...... Quante volte all'estero quando dicevi che eri Italiano la prima affermazione del tuo interlocutore era: Ah Italia....Mafia...Pizza!!! 
Comunque a parte questo, io vorrei prendere alcuni interessanti spunti.
Il primo spunto è quello degli Svizzeri che temono l'Italiano immigrato non perchè assasino o delinquente ma perchè lavoratore voglioso e ingegnoso che minaccia il posto di lavoro del tranquillo e meno ambizioso Svizzero che, già "benestante", non si sbatte più di tanto.
Citazione
«Dobbiamo respingere dalla nostra comunità quegli immigrati che abbiamo chiamato per i lavori più umili e che nel giro di pochi anni, o di una generazione, dopo il primo smarrimento, si guardano attorno e migliorano la loro posizione sociale. Scalano i posti più comodi, studiano, s'ingegnano: mettono addirittura in crisi la tranquillità dell'operaio svizzero medio, che resta inchiodato al suo sgabello con davanti, magari in poltrona, l'ex guitto italiano».
....questo in realtà succede un pò anche nell'attuale Italia dove l'immigrato, comodo per fare il lavapiatti, il contadino o il lavoratore in fonderia è utilissimo in quanto quei lavori, gli Italiani non li vogliono più fare, ma allo stesso tempo da fastidio per altri mille motivi.

Il mio pensiero di fondo è che questa gente debba essere aiutata il più possibile a casa sua, per evitare o almeno ridurre questo immenso flusso migratorio molto redditizio per le organizzazioni malavitose. Agli immigrati che sbarcano in Italia però, aumenterei i tempi di soggiorno nei C.P.T. ma, durante quel soggiorno li farei studiare!!! Gli farei studiare le basi, della lingua Italiana , ma sopratutto le bassi della costituzione e della legge Italiana!!! A noi quante volte è capitato di andare all'estero comportandoci tranquillamente come in Italia e fidandoci in buona misura di chi parla la nostra stessa lingua??


Offline scasci

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Re: Opportunità....
« Risposta #5 il: Dicembre 03, 2008, 12:17:49 pm »
Hei!!!! Perchè non si può modificare il messagio?? Di solito io posto i messaggi e poi li correggo rileggendoli....ma se non si può modificare il messaggio come si fa??



Aggiungo qui il 2° punto che prima non ho descritto e che in parte da ragione a Repellente

Gli Italiani emigranti in Svizzera, nascondevano i figli facendoli vivere come Anna Frank per paura di essere denunciati. Al contrario, alcuni attuali Immigrati in Italia si credono padroni di casa e con l'aiuto di una classe politica fanno addirittura sparire i crocefissi dalle scuole e dagli ospedali e girano tranquillamente bardati come fossero a casa loro!!! E su questo proprio non son d'accordo!!!

Offline repellente

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Re: Opportunità....
« Risposta #6 il: Dicembre 03, 2008, 04:31:50 pm »
Beh dai, da Italiani non possiamo negare la nostra  abbastanza recente realtà storica di emigranti. Italiani che hanno raggiunto praticamente ogni angolo del mondo portando forza lavoro e sogni, ed Italiani che hanno contribuito a rendere grandi e migliori alcune nazioni specialmente del Sudamerica. Tra tutte queste cose però non possiamo dimenticare nemmeno di aver esportato la Mafia!! E tu Repellente dovresti saperlo bene...... Quante volte all'estero quando dicevi che eri Italiano la prima affermazione del tuo interlocutore era: Ah Italia....Mafia...Pizza!!! 


Infatti io all'estero dico di venire dal Nord Italia...e lo dico con orgoglio.Non voglio mica farmi confondere con qualcuno che non centra niente con me e la realtà dalla quale provengo.
E quando il mio interlocutore mi diceva italia mafia pizza gli rispondevo che aveva ragione! Semplicemente gli spiegavo che io non ero italiota...it's soooo easy mate :P

P.S. La mafia non l'hanno mica esportata i veneti o i lombardi...

Offline scasci

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Re: Opportunità....
« Risposta #7 il: Dicembre 04, 2008, 05:59:35 pm »
Repellente.....ogni tanto prova a  guardare un pò più in la del naso.....
All'estero sei considerato Italiano tanto come un palermitano anche se arrivi da Trepalle!!! L'Italia sulla cartina del globo è grande come uno sputo e per gli stranieri, a parte forse gli europei, il rut che c'era a Napoli, c'era anche a Bormio, Palermo o Milano!!! E visto che so che queste cose le sai benissimo.....non mi dilungo più!!! Ciao pistolazzo ;)

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Re: Opportunità....
« Risposta #8 il: Dicembre 09, 2008, 04:39:36 pm »
Scasci hai ragione, lo straniero vede il rut di napoli e quando dici che sei italiano pensa che vivi con la spazzatura fino al collo, lo so benissimo purtroppo.... ma proprio per questo, secondo me, dovremmo dire, quando ci troviamo all'estero, che pur avendo il passaporto riportante la stessa nazionalità (spero ancora per poco), noi con il meridione non centriamo proprio niente da un punto di vista culturale. Io ci provo...

Offline Elisabetta

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Re: Opportunità....
« Risposta #9 il: Dicembre 16, 2008, 12:51:18 am »
Hei!!!! Perchè non si può modificare il messagio?? Di solito io posto i messaggi e poi li correggo rileggendoli....ma se non si può modificare il messaggio come si fa??

L'amministratore e gestore del forum dice che adesso è possibile! (Grazie Niko)
« Ultima modifica: Dicembre 16, 2008, 12:53:45 am da Elisabetta »
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