Egr. Signora Sindaco,
Le scrivo per farle conoscere quello che oserei definire un tranquillo pomeriggio da suicidio ed
ho deciso di scrivere a Lei, in quanto rappresentante politico di un Paese e di una Provincia ad alta vocazione turistica.
Ieri pomeriggio (5 gennaio ndr), ho deciso di accompagnare al Pronto Soccorso di Sondalo per degli accertamenti una cliente Russa che in mattinata era stata investita sulle piste da sci. La ragazza, che già era stata medicata al punto di Primo Soccorso a Bormio 2000, presentava un taglio all’arcata sopraciliare e dolore al naso. Giunti approssimativamente alle ore 14.00 a Sondalo, con il Pronto Soccorso pressoché deserto, la ragazza veniva subito medicata, visitata, e lo Staff decideva di chiedere il consulto di un Neurochirurgo, pronosticando una possibile TAC. A questo punto, visto l’arrivo di un paziente in ambulanza, venivamo giustamente fatti accomodare in sala d’attesa. Passati all’incirca 45 minuti dalla visita, l’infermiera che ci aveva schedato, ci chiede se avevamo già fatto la radiografia, ma in realtà , Noi stavamo ancora aspettando il Neurochirurgo che con molta probabilità non era ancora stato chiamato. Passano ancora una decina di minuti ed arriva finalmente lo specialista che, per la prima volta riesce a dialogare direttamente con la paziente (Russa, ma laureata in Francese, e con anche un buon Inglese). Come pronosticato, il Neurochirurgo, consiglia una TAC e manda la ragazza in Radiologia. Qui, aspettiamo un buon 15 minuti davanti alla porta aperta della sala TAC, dopodiché, arriva una degente dell’ospedale che necessita di TAC.
Passati ancora una decina di minuti, si presenta l’addetto alla sala (probabilmente sollecitato dall’infermiere che accompagna la paziente degente) che fa accomodare la Signora, giustamente passata davanti a Noi. Terminato l’esame della Signora, restiamo ancora in attesa per circa una decina di minuti davanti alla porta aperta, prima di veder passare davanti a noi il Neurochirurgo che, dopo aver riconosciuto e salutato la ragazza, cambia traiettoria ed entra in sala TAC. Dopo poco se ne esce e la ragazza, dopo più di un’ora dall’arrivo in radiologia (vuota) viene radiografata (coincidenza la visita del Dottore… mah..)… Morale, dopo circa 3.30 dall’entrata in ospedale, ritorniamo al pronto soccorso con una diagnosi: -naso rotto!! Fin qui, anche se i tempi d’attesa mi costringevano a spiegare alla ragazza che in Italia sono abbastanza normali negli ambienti pubblici, nulla da dire, anche se un po’ di scocciatura cominciava a farsi viva. Al Pronto Soccorso (ora decisamente più affollato), la Dottoressa, sommersa da incartamenti, litigava con il computer giudicandolo troppo lento e, in presenza mia, della ragazza russa e di un anziano con l’ossigeno su di una sedia a rotelle, si lasciava andare a commenti poco gradevoli verso i pazienti in attesa delle carte di dimissioni. Come tutti sapete, un accendino vicino ad una tanica di benzina risulta essere abbastanza pericoloso e, senza aspettare troppo ne è nata una discussione abbastanza infuocata tra il sottoscritto e la Dottoressa. Dottoressa che si è pure offesa dinanzi alla mia affermazione: “Speriamo che non arrivi nessuno in pericolo di vita perché altrimenti, in attesa delle carte….MUORE!!”
Detto questo, il dibattito è diventato abbastanza serrato, con la Dottoressa che insisteva a dire che se volevo lamentarmi dovevo scrivere alla Direzione e non dirlo a Lei (anche se, se non sbaglio, dovrebbe essere la responsabile del settore durante il suo turno) cercando quindi di lavarsene le mani e paragonandosi ad un portiere d’albergo. Dopo un po’, con gli infermieri credo d’accordo con me, capisco che è come parlare al muro e decido di lasciare la sala ed aspettare le carte all’esterno. Ora dico, a ragione della Dottoressa, si può lasciare un pronto soccorso al 5 Gennaio, con un solo medico quando tutti sanno che in Alta Valle ci sono circa 50.000 persone??
Ma soprattutto chiedo:
E’ ammissibile che per un naso rotto una persona deve stare in ballo 4 ore senza fare coda in partenza??
E’ ammissibile che la prima persona che riesca a parlare con la paziente sia il neurochirurgo che arriva dopo un’ora e mezza??
E’ ammissibile che la Dottoressa del Pronto Soccorso ritenga i Pazienti (che sicuramente starebbero meglio a casa loro e che tra virgolette le danno il lavoro), la causa dei suoi mali??
Per nota di cronaca, l’avventura è finita, dopo più di un’ora in colonna per attraversare Tirano, alle 8.00 di sera (6 ore dall'inizio dell'avventura) all’uscita dell’ospedale di Sondrio con la visita dell’Ottorino al quale, a differenza della sua collega di Sondalo, vanno i miei complimenti per gentilezza e cortesia.
Concludo, con una domanda piĂą a carattere generale, nata da un pomeriggio terribile ma sicuramente non buttato.
- L’ospedale di Sondalo non dovrebbe far parte di quel sistema di servizi in grado di soddisfare il residente ed il turista che arriva in Valtellina?
- A cosa serve la mia firma per Salvare l’ospedale di Sondalo quando i dipendenti sono i primi a farti venir voglia di dire: Ma che vi chiudano!!!??
Sinceramente, se fossi un turista che viene in Valtellina, prima dei tanto acclamati cumuli di neve dietro al vecchio ospedale di Bormio, mi schiferei di questo tranquillo pomeriggio di code ed attese!!!
Con la speranza che Lei possa segnalare a chi di competenza la cosa o consigliarmi un indirizzo dove inviare la mia lettera, le Invio Cordiali saluti.
Stefano Bedognè