Affido esclusivamente al forum, come ormai ho deciso di fare da tempo , alcune considerazioni e spiegazioni.
Cerco di fare il mio dovere, nel modo migliore concesso dalle mie capacità umane e soprattutto dalla mia onestà ed indipendenza intellettuale.
Cerco di fare il mio dovere disinteressatamente pensando al bene di Bormio, perché desidero contribuire a far sì che sia sempre più un luogo dove i giovani abbiano voglia e possibilità di vivere, lavorare e farsi una famiglia.
Cerco di fare il mio dovere sperando che Bormio diventi sempre di più un luogo dove sia bello vivere, anche quando l’età non permette più di fare sport o escursioni.
Mi batto perché si riconosca anche all’alta valle il diritto ad essere curati senza dover fare 100 km di strada, mi batto perché ci sia unità nel campo turistico, mi batto perché l’agricoltura e l’ambiente siano valorizzati, mi batto per il diritto a comunicazioni (stradali e virtuali) all'altezza del terzo millennio e per tante altre quotidiane cose, forse poco visibili.
Nel corso degli ultimi due consigli comunali, chi mi conosce, avrà notato una brusca virata nel mio comportamento.
Ho sempre considerato il Consiglio comunale il momento nel quale si poteva
e doveva discutere LIBERAMENTE delle vicende che riguardano il comune e NON su fatti personali e senza DEMONIZZARE aprioristicamente il sindaco.
Ora, a metà mandato, dopo aver portato molta pazienza, nonostante attacchi e offese PERSONALI trangugiate e sopportate gratuitamente fin dal primo consiglio comunale (!), mi sono detta BASTA. Un dialogo è impossibile perché alcuni consiglieri non vedono in me il Sindaco, ma solo un fastidioso avversario da umiliare e denigrare.
Fino alla fine dello scorso anno ho concesso e sopportato di tutto in nome della democrazia: sforamento dai tempi a disposizione, trattazione di argomenti non all’ordine del giorno o non oggetto di dibattito in un consiglio comunale, interminabili autoincensamenti, invettive di ogni tipo.
Il regolamento del consiglio comunale è molto chiaro, i tempi della discussione sono ben indicati e non sono tollerati comportamenti che non siano dignitosi.
Poiché infatti il consiglio comunale non è un dibattito da bar e poichè al sindaco, in quanto rappresentante dei cittadini è dovuto rispetto, da ora in poi il regolamento in vigore detterà rigidamente tempi , comportamenti ed argomenti di discussione.